2023
Dite ciò che pensate … (altrimenti vi ammalate)
Ho trovato questa scritta su un muro del lungomare di Francavilla al Mare, alcuni anni fa. Sarà vero? che dire ciò che si pensa è sempre salutare? A me, sembra piuttosto un monito. Un po’ come le parole della Sibilla a Edipo.

Avete mai provato a farlo? Dire ciò che si pensa sempre e in ogni circostanza, può essere estremamente folle oppure coraggioso, sono due facce della stessa medaglia.
“Dire ciò che si pensa” nell’era dei Social è molto facile, troppo facile; persino ridondante. Le piattaforme Social hanno liberato l’ego.
Parafrasando un celebre brano rock Unchain my ego. E cosa fare, poi, di questo ego liberato da ogni vincolo?
Siamo tutti opinionisti depositari di verità inconfutabili? Da dove nasce il desiderio di dire sempre e comunque quello che pensiamo?
Fiumi di parole argomentano queste semplici domande. Proprio per questo credo che “dire ciò che si pensa” sia un’arma potente che va usata con parsimonia.
MAH! Basterebbe un caffè
Apro le pagine dei soliti Social. Leggo, guardo, esploro, cercando qualcosa di…Scrollo le pagine, cancello la cache. Mah?! Il solito bla bla bla. Portami il girasole impazzito di luce; ma basterebbe un caffè shakerato. La Nausée è fuori moda, si pensa solo per inerzia.
2021

A mille ce n’è
nel mio cuore di fiabe da narrar.
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar…
Non serve l’ombrello,
il cappottino rosso o la cartella bella
per venire con me…
Basta un po’ di fantasia e di bontà.
PRIMA PARTE. È finita anche questa bella favola. Ma era una favola? Somigliava piuttosto a un lungo incubo ad occhi aperti. Un incubo lungo 18 mesi, perché uscire dagli incubi non è facile. È cominciato tutto con un test, correva l’anno 2019. Era un pomeriggio d’autunno, all’ora del tè, mentre scorrevo sul tablet le pagine della piattaforma social più seguita. Un giorno come tanti.
Mi ricordo di un ricordo, spero che non me lo scordo.
Heavy Samba, Heavy Samba,
per tenerti sempre in gamba!
Te lo dice Carla Fracci,
una donna sempre in gamba,
che ha ballato tanta samba!
Oh oh oh oh oh oh oh…
“… Ho fatto una follia. Mi sono appena iscritta alle selezioni per un corso finanziato dai fondi europei.”
“Ma sei scema?”
Silenzio. “Ho bisogno di una scossa. E poi sembra figo! Sono 800 ore di lezione. 800 ore passano in fretta. Meno di sei mesi e sono fuori. Se mi mi prendono.”
“E come fai con i tuoi genitori? E tutto il resto?”
“Scusa, tu parli ma mica mi hanno preso.”
“Ti prendono. Ti prendono. Per me fai una cazzata. E conoscendoti non lo prendi alla leggera.”
“Vabbè. Ormai mi sono iscritta.”
24 ore dopo. “Sono stata all’ufficio del lavoro, ho trovato un altro corso figo!”
“In che senso?”
“È simile a quell’altro ma dura il doppio.”
“E vuoi fare anche questo?”
“Sì. Mi iscrivo alle selezioni. Tanto mica supero due selezioni. Dai… almeno ho più probabilità di fare il corso.”
“Tu sei fuori…” Silenzio.
John Cage’s 4’33”
Il Silenzio è un’immagine. Il Silenzio è Ritmo. È un pensiero sospeso, è dipinto nell’aria. Il Silenzio è Musica.